Cuma

Cuma 2015-01-04T19:39:31+00:00

Dalla zona del Fusaro si accede alla parte più antica dei Campi Flegrei: Cuma, la prima colonia greca sulla terraferma in Italia, fondata verso il 730 a.C. Divenne in breve una fiorente città commerciale, meta di importanti rotte mercantili e centro di scambi con l’entroterra, guadagnando la supremazia su tutto il litorale. I suoi abitanti fondarono a loro volta alcune città sulla costa, tra cui Neapolis  (470 a.C.). Il Parco Archeologico comprende l’Acropoli e una parte della città bassa dove si trovano il Foro, la Grotta della Sibilla, l’Arco Felice e l’Anfiteatro. Sull’Acropoli cumana, uno sperone a picco sul mare, sono ancora visibili tracce delle fortificazioni di epoca greca. Testimoni della fase greca sono due grandi templi, trasformate in chiese nel Medioevo. Il Tempio di Apollo, con pochissimi elementi del primo tempio arcaico, conserva il podio e le tracce di un rifacimento romano di età augustea insieme ai segni del battistero ottagonale della chiesa paleocristiana. Del Tempio di Giove, invece, sono appena identificabili i resti delle fasi più antiche; meglio documentate la fase romana e quella di chiesa paleocristiana.Per i Romani Cuma era un luogo sacro, una città santa; secondo il racconto di Virgilio qui la Sibilla aveva rivelato ad Enea il suo futuro di fondatore di Roma. Si comprende, perciò come il monumento più celebre dell’acropoli sia il cosiddetto Antro della Sibilla: un lungo tunnel 131,5 metri, largo 2,4 e alto 5, che termina in una stanza a tre nicchie, che si credeva sede della Sibilla Cumana. La Sibilla Cumana era una sacerdotessa sacra di dio Apollo: dalla sua caverna offriva ambigui responsi sul futuro. La leggenda narra che la sacerdotessa aveva ricevuto dal dio l’immortalità, come da lei richiesto. Aveva però dimenticato di chiedere anche l’eterna giovinezza, diventando cosi dopo mille anni vecchia e raggrinzita. La fama della Sibilla e del suo antro è legata a Virgilio che ne parla nel VI libro dell’Eneide: Enea si reca a Cuma dalla Sibilla, che gli rileva il suo futuro di capostipite della gloriosa civiltà romana.

La parte bassa della città (di cui restano soltanto tracce) costituiva il Foro di età sannitica e romana, un’ampia piazza rettangolare cinta da portici,. Il monumento più rilevate è il grandioso Tempio di Giove, di età ellenistica (III sec. a.C.) restaurato a varie riprese fino all’età imperiale. Nell’aerea del Foro è anche un grande complesso termale di età repubblicana. All’esterno delle mura della città sono i resti dell’Anfiteatro  (II sec. a.C.) uno dei più antichi del mondo romano. Uscendo dalla città da est si passa sotto l’Arco Felice (alto 20 metri, largo 6) realizzato dall’imperatore Domiziano per far passare la via Domiziana attraverso Monte Grillo.